Mercoledì 8 Settembre 2010
GianlucaFiusco.it


Nothing Left to Lose

Fuori il tuono dei motori truccati sconquassa la serenità della penombra di questa stanza d’ospedale.

    Disteso ho tempo per riflettere. Anzi, è questo un tempo di riflessione assai strano, speciale quasi. Non è come il riflettere quotidiano, sollecitato dagli eventi, quasi condizionato. È una riflessione che se ne frega del tempo e della frenesia. Ti accompagna dove vuole lei, quasi in maniera indipendente dagli eventi. Persino dal motivo per cui mi trovo su quel letto, col braccio infilzato dalle flebo e dolorante per le lunghe ore passate in quella posizione.

    Fuori è scuro, non buio. C’è la luce dei lampioni ed i colori del giorno sono oscurati dalle ombre. Dietro gli scuri delle finestre le foglie degli alberi si agitano accompagnando il vento che spira tra le fessure delle tapparelle rendendo più dolci i pensieri.

    Niente da perdere. In effetti che c’è da perdere nella riflessione? Su un letto d’ospedale quando fare altro sarebbe più noioso.

    Niente da perdere, certo, nella nostra quotidiana monotonia che dipingiamo in maniera frenetica così da procurarci guai e sussulti giustappunto per l’inganno del vivere condizionato.

    Niente da perdere nella rincorsa di traguardi e obiettivi minimi, assai modesti, che ciascuno si è tracciato, o meglio crede di essersi tracciato. In realtà ci hanno fatto apparire così irraggiungibili anche le cose più semplici che abbiamo abbassato il livello delle nostre aspettative. Lo abbiamo appiattito ad un livello che se non fosse pericoloso chiamare misero, sarebbe molto peggio.

    Niente da perdere a edificare sul vuoto della vacuità con cui ci uniformiamo alle vite altrui, niente da perdere ad essere tutti scatolette di questa filiera sempre uguale.

    Niente da perdere nemmeno a tentare di non avere nulla da perdere. Provare e provarsi a vivere con gioia e piacere. A godere di questa vita senza resa. Questa vita che è tale, cioè questa, perché le possibilità sono tante. Tante da raggiungere con una vita soltanto.

    Niente da perdere a provare l’impossibile per ottenere l’amore di chi non lo prova più o non vuole provarlo per te. Impossibile perdere qualcosa che non si può ottenere, che non si è mai ottenuto ma che si è sempre bramato.

    Niente da perdere, alla fine, non come ultima chance. Semmai come possibilità concreta di saperci precari. Niente da perdere perché niente siamo; quindi qualcosa possiamo.



Inserito il 31/07/2009 00:29 da Gianluca Fiusco - Stampa Pagina




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