Mercoledì 8 Settembre 2010
GianlucaFiusco.it


Come granelli di sabbia

Siamo sempre in movimento. Continuamente. Incessantemente, al di la della nostra volontà, oltre la nostra voglia di muoverci dall'angolo di terra che abbiamo conquistato o che ci ha conquistati.

Inevitabilmente attorno tutto si muove, a nulla valgono i nostri tentativi di restare immobili a guardarci attorno.

Il vento che attraversa i cumuli di terra appena scavata sotto il vallone del Monte degli Ulivi, alza nuvole di polvere, e non se ne cura. Ed il cielo è accarezzato da soffi di nuvole, sfumati, leggeri e perciò sinuosi. Mentre lontano, appena oltre le colline dell’orizzonte, salgono cumuli grigi che annunciano tempesta.

Nell’aria c’è aria di pioggia. Ed anche il movimento di migliaia di gocce che presto inumidiranno la terra conferma che la staticità è dei morti.

Il paese è rugginoso e la cancrena mafiosa che lo opprime lo rende ovattato. Ogni cosa, ogni piccola cosa, ogni infinitamente piccolo segnale di rottura della cappa che lo opprime è un atto di lesa maestà che va punito.

Punito in un modo terribile e sottile. Punito perché il problema venga subito “acconciato”, le parole fuori posto vengano subito compresse nell’esegesi degli altri che sanno meglio di te, meglio di chiunque, cosa avresti voluto realmente dire, quale pensiero realmente pensavi.

La megalomania berlusconiana produce i suoi effetti. E tutti, ma proprio tutti, si dedicano con singolare puntigliosità al nuovo sport del secolo: il portavocismo. Perdonate questo neologismo così poco elegante. Ma è per intenderci.

Tutti portavoce, imitatori confusi e catatonici, dei pensieri degli altri. Di chi ci sta a cuore, certo, per difenderlo, per giustificarlo, per esaltarlo. Ma anche di chi ci sta un poco più in basso dal cuore. Per denigrare, esasperare, infangare.

Le ricadute, tremende, dei palinsesti televisivi hanno una loro concreta manifestazione nella realtà piccola di questo paese. L’ossessione e l’esaltazione per stili di vita che definire barbari è riduttivo, trova testimonianza nella vita senza vita di questi giovani. Ossessionati di essere in tiro con lo schema del reality e poco interessati alla disperazione di non avere futuro.

Il futuro è qui, è adesso, e non è domani. Quell’oggi che aiuta a consumare una sigaretta dietro l’altra, chili di gel per capelli che appesantisce l’aria quando tenti di mangiare un gelato o bere una birra in piazza.

Ed è questo movimento, questa parvenza di vita, incamminata verso la più atroce forma di annullamento umano, l’alienazione, che è capace di soffocare ogni alito di vitalità.

Bip…Bip… Un altro sms, altri segnali, proprio quando stai per tirare il fiato. Proprio quando quell’alito che tenti di ingoiare e poi ributtare fuori con forza è quello più lungo. Quello lungo in cui dici: ahhhhhhhhhhhhhhh, sono vivo.

Non c’è speranza per chi si crede disperato e non c’è pietà per chi si trova in balia della bufera, tra mare e cielo. State sicuri che qualcuno verrà a tirarvi in fondo. E sarà proprio chi vorrebbe salvarvi.

Perciò ci sono battaglie che è giusto combattere da soli. Non per eroismo, né per coraggio. Ma per se stessi, per dare un senso alla propria esistenza. Battaglie il cui esito è così incerto da apparire già segnato. Battaglie che vedono contrapporsi forze impari. Il potere di chi ha le leve in mano per distruggere ogni millimetro del tuo lavoro, e la tua impotenza che non dispone di quelle leve.

                

Restano i granelli di sabbia. Piccoli, minuscoli, caduti per terra perché trasportati dal vento che, poco prima, aveva scosso i cumuli di terra lontani.

Piccoli granelli in movimento. Cadono per terra, attorno a te, sotto i tuoi piedi. Non resta che raccoglierli, pazientemente. E bloccare ogni ingranaggio. Fare saltare la commedia, le parole dei portavoce e tutto il seguito.

Nel silenzio ogni mafia vince. Solo il tonfo sordo dei piccoli granelli di sabbia può ribaltare la prospettiva.



Inserito il 20/09/2009 18:01 da Gianluca Fiusco - Stampa Pagina




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