Mercoledì 8 Settembre 2010
GianlucaFiusco.it


+ 229 per cento

La Corte dei Conti denuncia che nella Pubblica Amministrazione il fenomeno della corruzione non diminuisce ma aumenta.

Numeri. La matematica non è certo un’opinione al contrario delle opinabili cifre sciorinate da questo o quel ministro, se non addirittura dallo stesso Berlusconi ad ogni puntata di Porta a Porta. E la Corte dei Conti di numeri se ne intende, se non altro perché, al contrario di Tremonti, ha capito l’arcano mistero nascosto dietro le addizioni.

Corrupt Day. Un suggerimento a Beppe Grillo per i prossimi appuntamenti in giro per l’Italia. La leggenda che gli italiani in maggioranza siano persone per bene è roba da allocchi. Gli italiani sono gente per bene fino a prova contraria. O almeno fino all’occasione in cui fare i furbi. Evasori, opportunisti, birbanti e briganti, da corruttori a complici e corrotti, dai milioni di euro alle decine di euro, è l’idea stessa del “vantaggio” che è così irresistibile per l’italica stirpe. Infatti il problema non è nel “risultato” dell’illecito, ma nel “gusto” dell’illecito stesso, quell’emozione di dimostrare, almeno una volta nella vita, di aver capito prima degli altri. Quei 15 minuti di celebrità, anche se inconfessabili, ma necessari per soddisfare la propria vanità. Un desiderio di prevaricazione: delle regole, dei ruoli, degli altri in genere. Dalla “zia risucchiata dalle turbine di un concorde” per giustificare un’impreparazione scolastica, al più classico “ma se sono già ricco che bisogno ho di rubare?”. Dal “mi scusi ero distratto” detto al tabaccaio per ritirare un resto superiore al dovuto, al celeberrimo “magistrati rossi”.

Abusi abusivi. Occorre citare il buon Elio per immaginare la creatività manifestata dal sistema organizzato attorno alla corruzione. Chi ha detto che si è abbassato il livello di creatività in Italia? Abbiamo solamente diversificato! Se le clientele, le tangenti dentro i pacchetti di sigarette, i festini quale contributo governativo per l’ottenimento di appalti, si potessero brevettare, risaliremmo in fretta le vette dei primati mondiali. La casistica è così ampia che, di fatto, le leggi sono rese inutili dalle fattispecie praticate. Utilizzatori finali, promotori mediali, attivatori, creatività nell’illegalità e poi la creatività dei plotoni di avvocati chiamati a coniare vocaboli sensazionali per le sempre più numerose categorie criminali messe in campo.

Prosit! 



Inserito il 17/02/2010 14:57 da Gianluca Fiusco - Stampa Pagina




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