Mercoledì 8 Settembre 2010
GianlucaFiusco.it


Democrazia Modulare ovvero:quanto è bella l'uva fogarina

La canicola di inizio estate costringe a respirare lentamente per evitare ogni fatica di movimento del corpo che aumenterebbe la percezione dell’insopportabile caldo.

Il Senato ha dato il via libera al decreto sulle intercettazioni che rende l’Italia un paese in balia della propaganda.


Gran maestro della propaganda è infatti l’attuale presidente del Consiglio, ma non solo. Ci si chiede, e molti lo fanno, perchè la grande maggioranza che sostiene il Governo Berlusconi non riesca a smarcarsi dal suo leader in una situazione che ha già configurato il centrodestra italiano come responsabile di un ritorno reazionario ad un nuovo regime fascista.


L’attuale maggioranza è espressione della volontà del popolo. L’opposizione è invece quel meno peggio residuale su cui molti hanno voluto riversare il “voto utile” per non disperderlo.


Tuttavia quando un paese vive una democrazia senza possibilità di scelta ed è costretto al voto utile, sottintendendo che esiste un voto inutile, questo paese non è più tale e sta già sguazzando nel regime.


Siamo anestetizzati al regime. Lo siamo stati per nostra volontà ed oggi l’indignazione la confiniamo dentro un post-it. Meglio di niente, ma è sempre la logica del meno peggio. Applicata alle conseguenze.


Alla fine, e Berlusconi lo sa, ci abitueremo ai bavagli. Ci abitueremo alla cagnara tanto da spegnerla nell’indifferenza.


Finiranno i post-it come sono finiti i girotondi ed anche il viola sarà ammesso tra i colori radical chic con cui i soliti “quattro amici al bar” si ritroveranno a discutere di come volevano cambiare il mondo ed invece è stato questo mondo a cambiarli.


Berlusconi è come la canicola d’estate o l’inesorabile freddo invernale. D’inverno sogniamo il caldo d’estate e d’estate preghiamo il refrigerio invernale.


Come esseri umani viviamo di adattamento. E ci adattiamo. Ci adattiamo alle cose che sfidano la storia e, come negli album di famiglia che ingialliscono, ingialliamo anche noi dentro lo scorrere del tempo.


Inventiamo mode per esprimere il nostro dissenso. Mode perfettamente enigmatiche come il perchè ci adattiamo o ci siamo facilmente adattati a questa barbarie che noi ribattezziamo democrazia.


Ed ogni tanto, con sempre meno sforzo di fantasia e creatività, aggiungiamo un aggettivo a questa democrazia: malata, vecchia, autoritaria, reazionaria, solida o precaria.


La democrazia italiana ci assomiglia. L’esperimento della democrazia modulare, nuova invenzione, sembra essere perfettamente riuscito.


Torneremo alle società carbonare, alle associazioni segrete in cui ci leggeremo le paginate inchiostrate con cui variamente dicevamo no, si, forse, chissà ad un re sempiterno che, grazie al modulo calcio-tette-culo-pancia, ha indicato il “sol dell’avvenir”.


Ma, per favore, adesso silenzio: iniziano i mondiali di calcio e i post-it sul televisore danno fastidio.



Inserito il 11/06/2010 17:07 da Gianluca Fiusco - Stampa Pagina




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