Mercoledì 8 Settembre 2010
GianlucaFiusco.it


Il cubo di Rubik e la democrazia modulare

Mi e' stato richiesto di rendere piu' comprensibile la definizione di 'democrazia modulare' che ha incuriosito diversi. Provarci negli spazi per definizione ristretti di un blog e' praticamente impossibile. Tuttavia si puo' tentare di definire l'idea che sottintende il concetto di 'democrazia modulare'.

Una volta i libri li bruciavano. C’è stato un tempo, non moltissimi anni fa, ma un tempo in cui i libri scomodi venivano bruciati.

Armati di fiaccole e benzina, accumulando tutti insieme in un'unica collinetta di carte e copertine di cartone o di pelle, cittadini esagitati da potenti forti della propaganda, li attizzavano e, tra urla e canti, li osservavano bruciare.

L’Italia ha compiuto il sorpasso. È andata oltre la pira dei libri. Il Governo italiano ha varato la legge delle tre regole.

Si dice che in Sicilia esistano tre regole non scritte. Tre regole d’oro: non fare domande che non si devono fare, non cercare risposte che non si devono sapere e non scrivere cose che non si devono scrivere.

Ovviamente queste regole, confezionate in un tempo anche questo non troppo lontano, si riferivano tutte ad un unico argomento: la mafia.

Con il decreto varato dal Senato e che approderà alla Camera dei Deputati, di fatto queste tre regole potrebbero entrare a far parte della giurisprudenza italiana.

Anziché un’azione repressiva, però, andrebbero a sanzionare un’azione preventiva. Infatti la forza di questo decreto non è nelle cose che proibisce o nelle azioni che sanziona, quanto nella capacità dissuasiva che porta con se.

La legge, anche con le modifiche dei cosiddetti finiani, non perde la sua carica intimidatoria nei confronti di una categoria, e non di tante, ben precisa: quelli che i libri o i giornali li pagano e ne garantiscono la sopravvivenza.

La protesta degli editori è certamente quella più sottovalutata a vantaggio delle proteste dei volti noti del giornalismo italiano.

Il pericolo non è tanto nelle sirene degli arcinoti conduttori e professionisti dell’informazione, ma nei bisbiglii degli editori che, da questa legge, verrebbero colpiti nel punto più dolente: il portafogli.

Questo basterebbe, o dovrebbe bastare a comprendere quanto indietro sia il sistema dell’informazione italiana e come, in questi decenni, non si sia prodotta alcuna innovazione. Il modello dei monopoli si è semplicemente consolidato: RAI, Mediaset e Telecom sul piano dei network televisivi; Corriere, Mondadori, Espresso-Repubblica, sul piano della carta stampata.

Un sistema tanto complesso quanto fragilissimo che testimonia l’inesistenza di gruppi editoriali indipendenti, di lobby all’americana in grado di costituirsi in efficaci gruppi di pressione nei confronti del potere legislativo e della politica.

                              


Ne parlavo qualche giorno fa. È la democrazia modulare. Che funziona a compartimenti intercambiabili ma che mantiene inalterata la sua forma complessiva, la sua rigidità giuridica.

Paradossalmente il peggior nemico della libertà nella democrazia modulare italiana è proprio il “palinsesto” democratico italiano.

La classe attualmente al Governo è riuscita a insinuarsi dentro questo palinsesto seguendo gli spazi vuoti e d’ombra della democrazia modulare italiana ed ora, come nel famoso cubo di Rubik, sta scombinando la disposizione dei colori. Con un’astuzia in più. La manipolazione, infatti, non si muove sulle mosse, obbligate, e sugli incastri predeterminati dalla costruzione del cubo. L’attuale classe politica sta smontando ogni faccia di ogni piccolo dado che compone l’enigma di Rubik rimontandola da un’altra parte così da sovvertire l’intero sistema, pur lasciando inalterato il modulo di gioco e di composizione complessiva.

L’auspicio è che, in questo monta e smonta, avanzino dei pezzi o si perdano degli incastri.



Inserito il 13/06/2010 17:31 da Gianluca Fiusco - Stampa Pagina




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